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GDPR e AI generativa: cosa cambia per chi lavora con documenti di clienti

Usare ChatGPT o Claude per una pratica professionale richiede una decisione sui dati da inviare. La minimizzazione comincia prima del caricamento del file o dell’invio del messaggio.

Condividere con un servizio terzo

Una richiesta all’AI può sembrare una normale attività di scrittura: si incolla un mandato, si chiede una sintesi e si legge la risposta. Dal punto di vista dei dati, però, il passaggio decisivo avviene quando il contenuto viene inviato al servizio. Nomi, recapiti, identificativi e informazioni sulla pratica possono accompagnare la domanda anche se non sono necessari per rispondervi.

Per uno studio professionale la questione va valutata nel proprio contesto: quale servizio si usa, con quali impostazioni e condizioni, per quale scopo e con quali dati dei clienti. Le condizioni dei servizi possono variare; non basta fare affidamento su una regola ricordata da una conversazione precedente. Questo articolo offre un criterio operativo per preparare i documenti, non un parere legale sulla singola pratica.

Un esempio: un consulente societario vuole trasformare un mandato in una lista di attività e scadenze. L’AI può aver bisogno delle prestazioni previste e delle date. Potrebbe non aver bisogno del nome del cliente, del suo codice fiscale o dell’IBAN riportato nel documento. Separare questi elementi prima dell’invio rende più precisa la scelta su ciò che si condivide.

Minimizzazione significa chiedersi «serve?»

Il principio di minimizzazione richiede di limitare i dati personali a quelli adeguati, pertinenti e necessari rispetto allo scopo. Applicato all’AI generativa, diventa una domanda da porre prima di ogni invio: questo dato serve davvero per ottenere la risposta che cerco?

La risposta dipende dal compito. Per migliorare la forma di una clausola, spesso è sufficiente il testo della clausola con segnaposto al posto dei riferimenti personali. Per valutare una sequenza di eventi, date e ruoli possono essere indispensabili. Per redigere una comunicazione personalizzata, qualche dato identificativo può invece essere necessario. La minimizzazione non impone di svuotare ogni documento; chiede di scegliere con uno scopo preciso.

Questa scelta richiede attenzione anche ai dettagli meno evidenti. Un nominativo può comparire nel corpo, nell’intestazione e nella firma. Un indirizzo e-mail può essere nascosto in una riga di corrispondenza riportata in allegato. Un’informazione può identificare una persona anche senza il nome, se il contesto della pratica la rende riconoscibile. Per questo nessun elenco automatico sostituisce la lettura del materiale da inviare.

Perché cancellare la chat non risolve il passaggio iniziale

«Ho cancellato la chat» descrive un’azione fatta dopo l’invio. Non cambia il fatto che i dati siano stati condivisi per elaborare la richiesta. Inoltre, la cancellazione visibile nell’interfaccia e il trattamento dei dati da parte del servizio sono questioni da verificare nelle condizioni e nelle impostazioni applicabili. Non vanno considerate equivalenti senza controllarle.

Conviene quindi agire prima. Se una richiesta può essere formulata senza il codice fiscale di un cliente, togliere o mascherare quel codice prima dell’invio evita di dover cercare una soluzione dopo. Lo stesso vale per IBAN, recapiti e nomi che non aggiungono informazioni utili al compito.

La minimizzazione non sostituisce le altre valutazioni richieste allo studio: scelta del servizio, istruzioni interne, rapporti con i clienti e gestione delle risposte generate. Riduce però un problema specifico e frequente: inviare più dati di quelli necessari per fare la domanda.

Preparare, verificare, usare la risposta

Riducta aiuta a inserire questo controllo nel lavoro quotidiano. Nel browser rileva codici fiscali, IBAN, partite IVA, e-mail e telefoni nei formati supportati. L’utente indica o conferma i nomi da mascherare. Il testo preparato usa segnaposto al posto dei dati selezionati; prima di condividerlo, l’utente controlla il risultato.

Il controllo serve sia a trovare dati rimasti nel testo sia a verificare che il documento conservi le informazioni necessarie alla richiesta. Se si chiede un confronto fra due clausole, bisogna poter distinguere le parti e capire quale obbligo appartiene a ciascuna. Se si chiede una sintesi di una visura, date e cariche devono restare comprensibili. La scelta finale spetta al professionista che conosce la pratica.

Quando la risposta dell’AI contiene i segnaposto, può essere incollata in Riducta per ripristinare i dati. Prima di usarla con il cliente, è comunque necessario verificare sia il contenuto prodotto dall’AI sia i dati ripristinati. Il mascheramento è un aiuto operativo alla minimizzazione; la responsabilità di decidere cosa inviare e come usare la risposta resta dell’utente.

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ChatGPT è un marchio di OpenAI; Claude è un marchio di Anthropic. Riducta non è affiliata né approvata da nessuno dei due.